Lo scorso 9 novembre la nostra Comunità umana, militante e politica ha degnamente ricordato la caduta el muro di Berlino. Ne ha esaltato il valore storico, ma senza scadere nel buonismo di chi vorrebbe farci credere che ciò che ne è seguito sia qualcosa di diverso da un grande supermercato europeo nel quale si paga con la stessa moneta e si crede di essere liberi per il solo fatto che si possa scegliere tra qualche marchio diverso e stare in coda al centro commerciale. Lo sappiamo bene, e per questo dicemmo che molti muri erano ancora da abbattere...
Nel nostro piccolo è accaduto lo stesso. Casaggì cresce e si radica, ese allo scoperto e fa proseliti, elegge persone e diventa una realtà politica oltre che militante, ludica e comunitaria. Ai tanti sforzi corrispondono altrettanti traguardi, ma i passi da fare sono ancora moltissimi. Non si smette mai di combattere, perchè tutto è in movimento e la nostra perenne ricerca di ciò che ci sta a cuore - anche quando parrebbe priva di senso - trova una ragion d'essere nel solo compiersi del proprio essere.
Lo scorso sabato, il 6 marzo, è andato in scena il "Talent Rock". Quattro band sul palco, il nostro "centro sociale di destra" stracolmo di gente, il bar che non si ferma un attimo e sforna cinquecento bevute, la griglia sempre accesa e mille brindisi ad un futuro di conquiste. Una serata come mille altre ne abbiamo fatte. Eppure una serata diversa, totalmente diversa. Diversa in positivo, perchè assolutamente trasversale. Trasversale e condivisa, popolata e vissuta, allegra e multicolore. Bene, ci siamo detti, uno dei nostri piccoli traguardi è stato raggiunto. Un altro mattone è stato portato al cantiere, come mille altri in futuro.
La trasversalità, che per noi non significa annacquamento ma partecipazione, è oggi una realtà della nostra struttura. Gente di ogni tipo ha partecipato al "Talent Rock". Senza vergogna, senza pregiudizi, senza quella maledetta mania del ghetto che porta molti a nascondersi, a trincerarsi dietro un odio costruito ed eterodiretto, ad adoperarsi nell'angustia di una superiorità che, fin quando non si confronta col mondo, è sempre presunta e mai reale. E tutto questo a Firenze, una città dove una retroguardia di zombie ambulanti ormai privi di collocamento nel sociale vorrebbe riportare le lancette del confronto tra le parti indietro di quarant'anni. Col confronto, con il sale della differenza, del coinvolgimento e dell'aggregazione si costruiscono le avanguardie, si creano i giorni a venire e si ridestano le generazioni nei ranghi dell'essere, del vivere e del sognare. Questo i più giovani lo hanno capito bene e non giudicano senza aver prima visto, toccato e vissuto. |